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ArtAradeo 6° concorso biennale di pittura estemporanea

Aggiornamento: 19 mag 2023








Ho trascorso il fine settimana dal 5 al 7 maggio nel mio Salento, con Renato, partendo da Roma per trascorrervi soli due giorni, intensi e ricchi, stancanti ma soddisfacenti.

La giornata clou è stata sabato 6 maggio; al mattino sono partita prestissimo da Ortelle per raggiungere Aradeo, dove avrei partecipato all'estemporanea di pittura. A differenza di quanto non potessero fare gli altri partecipanti in gara, almeno chi lo desiderasse, io non avrei avuto la possibilità di terminare il mio dipinto il giorno successivo. Inoltre, non solo avevo premura di eseguirlo in un solo giorno dei due possibili, ma anche di consegnarlo nell'orario minimo in cui era consentito farlo, ossia alle ore 16:00, per poi guidare per i 50 km circa che mi separavano da Squinzano, dove alle 18:30 mi aspettava la cerimonia della Cresima, la mia.

Nei giorni precedenti, quando ero a Roma, avevo cercato, tra i miei supporti in legno multi strato, quello che potesse avere le dimensioni minime necessarie, secondo le regole del concorso, ma non avendo trovato un'unica tavola della misura di 50X70 cm ho pensato di accostarne tre, la cui somma avrebbe dato quelle misure. La soluzione mi piaceva ed era stimolante.

Avevo già in mente cosa realizzare, avendo individuato delle foto antiche del paese che mi piacevano particolarmente. Per dare perciò un effetto che potesse valorizzare questa ambientazione del passato, ho preparato un fondo materico, senza però pensare al disegno che avrei creato sopra, in quanto volevo rimanere libera di scegliere, il giorno dell'esecuzione, quale tra le foto mi avrebbe ispirato di più in quel momento.

Perciò quando alle 8:30 del mattino, dopo aver timbrato il supporto e ritirato la bottiglietta d'acqua e la crostatina offerte dagli organizzatori, ho scaricato dalla macchina tavolino, sedia e la cassetta contenente colori, pennelli e tutto l'occorrente per dipingere, non avevo ancora le idee chiarissime pur avendo una gran voglia di fare, un grande entusiasmo e molta felicità di provare questa esperienza nuova che mi avrebbe sicuramente gratificato.

Era la seconda volta in vita mia in cui partecipavo ad un'estemporanea. La prima volta era avvenuto nel 2018 a Fiuggi, ero proprio all'inizio di questa avventura creativa e mi ero avvalsa anche dei sassolini per realizzare la veduta della città.

Stavolta mi sentivo desiderosa di affrontare la tematica solo con la pittura, anche perché, con quelle dimensioni, in poche ore avrei avuto serie difficoltà a realizzare qualcosa fuori dal mio laboratorio, dove si trova tutta la gamma di svariati materiali a mia disposizione.

Realizzare un bassorilievo con rilievi in Pietra Leccese o un quadro in cui sono presenti vetri, ceramiche e sassolini di mare non è così immediato, richiedendo giorni di ricerca e lavoro.

Non che dipingere e basta lo sia, ma sicuramente è più fattibile, dal momento che le estemporanee di pittura sono sempre più diffuse e godono di ottima salute. Ero pentita di aver portato con me una gamma limitata di colori, sicura del fatto che solo con i tre fondamentali avrei potuto creare tutte le tonalità desiderate, dimenticando la mia modalità di stendere il colore e mescolare le tinte direttamente sul legno.

Dunque mi trovato davanti al trittico immacolato, bianco, pronto a essere occupato da forme e colori. Mi ero collocata in un posticino all'ombra nel giardinetto pubblico nei pressi della sede dell'Associazione organizzatrice, circondata da alcuni artisti che erano al lavoro già prima di me e che sembravano avere le idee molto chiare oltre che un'aria molto professionale.

In particolare sono stata attratta da uno di loro che aveva anche esposto alcune sue opere molto interessanti e complesse.

A questo punto il panico ha cominciato a impadronirsi di me, così come un senso di assoluta inadeguatezza, un sentimento di vergogna verso me stessa che forse avevo osato troppo, forse ero andata oltre i miei limiti e possibilità.

Tutto ciò è durato per fortuna poco, il tempo di cominciare a tracciare delle linee sul bianco. Non ero lì per confrontarmi con gli altri, cosa che era impossibile e anche inutile, visto che il percorso di ciascuno è qualcosa di personale che dipende oltre che dall'estro e dal talento innato, anche dagli anni di esperienza e dalle competenze acquisite, sia attraverso studi che in maniera sperimentale.

Io ero lì per confrontarmi con me stessa, per godere di una giornata senza pensieri immersa nell'atto creativo senza altre distrazioni, per capire cosa ero in grado di tirare fuori animata dai sentimenti con cui avevo accolto questa sfida, viaggiando da Roma fin qui per parteciparvi.

Ecco dunque che le ore sono volate via senza che io abbia mai potuto chiacchierare con qualche pittore, senza che abbia potuto fare una vera pausa pranzo, mangiando solo un panino in pochi minuti. Non c'era molto tempo, dovevo lavorare. Avevo deciso di fondere due fotografie che mi piacevano molto e dalle quali ho tratto l'ispirazione per ricreare un'ambientazione antica nella quale poi ho inserito alcuni elementi di fantasia che sicuramente avrebbero potuto far parte dello scenario.

Mentre ero intenta sul mio trittico hanno cominciato a radunarsi alcuni bambini, cinque o sei, di varie età, alcuni fratellini e sorelline, altri amici. Erano incuriositi e interessati, e oltre ad ammirare alcune piccole opere che avevo portato in esposizione hanno cominciato a farmi mille domande, tenendomi compagnia. A un certo punto si sono offerti anche di andare a cambiare l'acqua del mio secchiello per lavare i pennelli. Troppo carini. Mi hanno riempito il cuore di gioia e rinforzato nell'andare avanti a completare il mio quadro.

All'ora di pranzo sono andati via a mangiare e sono rimasta di nuovo sola, ma ormai diretta verso la meta.

Nel primo pomeriggio ho spostato ancora una volta il tavolino e tutta la mia roba cercando l'ombra man mano che il sole si muoveva.

Alle 16:00 ho terminato stendendo la finitura. Il tempo di qualche scatto, poi ho consegnato e sono volata a a Squinzano dove ho prelevato da casa la mia amata nipotina Aurora, le ho chiesto di accompagnarmi ad acquistare un completo da indossare, poi siamo corse in Chiesa dove mi ha raggiunto Renato e dove si è tenuta la cerimonia della Cresima, per me ed altri 36 giovani.

Alla fine ero tramortita di stanchezza ma molto felice. Pur avendo fatto tardi la sera, al mattino di domenica abbiamo raccolto le forze e siamo partiti per Roma.

La domenica successiva, ossia il 14 maggio,

c'è stata la cerimonia di assegnazione di attestati e premi nel teatro Modugno di Aradeo. Io non potevo ovviamente partecipare, ma ho saputo di aver avuto una menzione speciale sull'attestato e, anche se non ho guadagnato nessun premio, per me è stato come se lo avessi conseguito. Ho superato una bella prova, ho passato una giornata produttiva, divertente e soprattutto ho conquistato quei bambini, e questo è il premio più grande che potessi ricevere.

Tra due anni tornerò, sperando di fare sempre meglio.

















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